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Torre del Lago Puccini

Fotografo: Iacopo I.
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Torre del lago Puccini

Torre del lago Puccini

Torre del Lago Puccini è una località del comune di Viareggio (Lucca) situata in una striscia di terra tra il mar Mediterraneo ed il Lago di Massaciuccoli. Il nome del posto prende il nome del famoso compositore italiano Giacomo Puccini che trascorse buona parte della sua vita in una villa sulle sponde del lago dove compose alcune delle sue più famose opere.

Dalla piazza pubblica nelle vicinanze della villa di Giacomo Puccini si può godere di un meraviglioso spettacolo naturale di quiete e tranquillità. Le acque calme del lago formano un immenso specchio naturale dove al calare del sole le tonalità più blu del cielo si rispecchiano insieme alle rosse sfumature delle nuvole che spesso si formano sulle alture delle Alpi Apuane che fanno da sfondo al panorama. La vicinanza della costa del mare rende la luce al calare del sole particolarmente vivace e dalle sfumature imprevedibili che riescono a spaziare attraverso tutto lo spettro del rosso. Le vele delle barche a vela bianche come i marmi pregiati che si estraggono dalle cave ben visibili sullo sfondo fanno compagnia a stormi di uccelli selvatici che in queste acque trovano rifugio.

L’atmosfera di quiete e rilassatezza e lo spettacolo di questa natura rappresentano un incantevole contesto alla citazione sul gazebo del lago “Chi vuol esser lieto sia, del doman non c’è certezza”, tratto dalla “Canzone di Bacco” di Lorenzo de Medici.

 Canzone di Bacco
di Lorenzo de Medici

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.Quest’è Bacco ed Arïanna,
belli, e l’un de l’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto,
almeno ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Mida vien dopo a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altro poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siàn,giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine emaschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch’a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

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Era freddo fuori in quei giorni e la neve ricopriva ogni singola pietra. Dentro invece era caldo e c’era il legno a rendere il tutto ancora più accogliente. I cuscini morbidi, il letto soffice e la fredda luce attraverso il ghiaccio sulle finestre. Un vetro nel mezzo alla stanza ed un esperimento per dare alla mente una grande scusa per giocare.



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